Google aggiunge le colonnine di ricarica per le auto elettriche nella sua app Maps

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La transizione della mobilità dalle automobili a combustione interna alle automobili elettriche è cominciata. Tutti noi possiamo trovare qua e là degli indizi sul fatto che questo cambiamento abbia avuto inizio. A tal proposito vi riportiamo un’articolo, della rivista americana CHARGED – Electric Vehicles Magazine, che descrive quale importante passo abbia fatto il gigante Google nel sancire questa trasformazione.

Google aggiunge le colonnine di ricarica per le auto elettriche nella sua app Maps

Pubblicato il 29 ottobre 2018 da Charged EVs ed archiviato sotto Newswire, The Infrastructure.

L’app di Google Maps potete amarla od odiarla, ma probabilmente la starete utilizzando. Adesso Google ha reso più utile la sua onnipresente app aggiungendo al suo database le colonnine di ricarica per le auto elettriche.

Gli utenti possono accedere con una rapida ricerca alle colonnine di ricarica all’interno dell’app e vederne il tipo di connettori, il numero di stalli e la velocità di ricarica, inoltre potranno accedere alle informazioni sulle strutture disponibili sul luogo delle colonnine. Google Maps mostra anche le informazioni inserite dagli utenti come ad esempio le foto, le valutazioni e le recensioni delle colonnine di ricarica, mentre i loro gestori hanno l’opzione di aggiungere un collegamento ad eventuali approfondimenti.

Le colonnine di Tesla e di ChargePoint saranno presenti all’interno dell’app in tutto il mondo. Gli utenti americani possono aspettarsi di vedere sulle loro mappe anche le colonnine di SemaConnect, Blink Car Charging ed EVgo. Le colonnine di Chargemaster e Pod Point saranno rese disponibili in Google Maps in Inghilterra, mentre Australia e Nuova Zelanda avranno accesso alle colonnine di Chargefox (Per il mercato italiano maggiori informazioni sono disponibili qui [n.d.r]).

 

Fonte: Google

La cinese Shanghai Energy prevede un massiccio aumento della produzione di separatori di batterie

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Le batterie costituiscono l’elemento fondamentale per lo sviluppo delle automobili elettriche quindi è normale aspettarsi un certo fermento fra i produttori di celle al Litio. Insistiamo pertanto su questo argomento proponendovi un altro interessante articolo estratto sempre da CHARGED – Electric Vehicles Magazine, nel quale l’azienda cinese Shangai Energy dichiara il suo impegno futuro nel garantire l’aumento della produzione di celle al Litio.

La cinese Shanghai Energy prevede un massiccio aumento della produzione di separatori di batterie

Pubblicato il 24 maggio 2018 da Charles Morris ed archiviato sotto Newswire, The Tech.

La Cina si sta decisamente affermando come uno dei principali produttori di batterie agli ioni di Litio. Ne è un indice l’enorme crescita della produzione di separatori con processo produttivo a liquido (i separatori sono un componente fondamentale delle batterie agli ioni di Litio e servono ad evitare che anodo e catodo si tocchino mentre lasciano che gli ioni li attraversino).

Shanghai Energy ha dichiarato che aprirà un nuovo impianto di grandi dimensioni per la produzione di separatori con processo produttivo a liquido nella città di Wuxi, il cui costo si aggirerà attorno ai 789 milioni di dollari. Secondo quanto specificato questo impianto consentirà a Shangai Energy di diventare il più grande produttore di separatori con processo produttivo a liquido del mondo.

Essenzialmente sono due i metodi principali di produzione dei separatori. Il primo è un processo a secco che consiste nell’ottenere i separatori da polipropilene o polietilene estruso in fogli. I fogli vengono poi ricotti e tesi rapidamente per raggiungere la struttura cristallina e la porosità desiderate. Si stima che nel 2016 l’azienda cinese Shenzhen Senior Technology Material abbia prodotto 120 milioni di metri quadrati di separatori con processo produttivo a secco.

Il secondo metodo di fabbricazione dei separatori è un processo a liquido che consiste nell’estrusione ad alta temperatura di un polimero misto ad un elemento plastificante. La porosità ottenibile con questo metodo è di circa il 40%-50%, cioè più elevata della porosità dei separatori ottenuti col processo produttivo a secco. Nel 2016 Shanghai Energy ha venduto circa 100 milioni di metri quadrati di materiali separatori ottenuti con processo produttivo a liquido.

Nonostante oggi il maggiore volume produttivo dei separatori sia con processo a secco, CCM, un’azienda cinese di previsioni in ambito tecnico-economico, ha previsto che in Cina la produzione vedrà un complessivo spostamento verso il processo produttivo a liquido. I separatori con processo produttivo a liquido venduti da Shanghai Energy hanno già ottenuto l’attenzione di clienti come LG, BYD e CATL. L’attuale capacità produttiva di Shanghai Energy si aggira attorno ai 320 milioni di metri quadrati all’anno.

 

Fonte CCM attraverso Green Car Congress

Tesla è prossima ad eliminare il cobalto dalle sue batterie

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Oggi vi proponiamo un interessante articolo estratto da CHARGED – Electric Vehicles Magazine, nel quale Tesla afferma di avere praticamente eliminato il cobalto dalle sue batterie. Questa notizia è interessante sotto due aspetti: il primo perché il cobalto è un materiale estremamente inquinante e difficile da estrarre, lavorare e smaltire, il secondo perché i paesi produttori di cobalto non sono famosi per rispettare le condizioni di lavoro dell’uomo durante il processo estrattivo.
Segue la traduzione dell’articolo.

Tesla è prossima ad eliminare il cobalto dalle sue batterie

Pubblicato il 7 maggio 2018 da Charles Morris ed archiviato sotto Newswire, The Tech.

I produttori di batterie sono fortemente interessati a ridurre l’uso del costoso e controverso cobalto. La metà della produzione mondiale di questo metallo proviene dalla Repubblica Democratica del Congo, una terra devastata dalla guerra nella quale è consueto l’uso del lavoro minorile. Peggio ancora, l’elemento sta diventando costoso, infatti i prezzi del cobalto sono saliti al loro livello massimo negli ultimi dieci anni.

Nella sua recente lettera agli azionisti, Tesla ha confermato di avere tagliato l’uso del cobalto nelle celle utilizzate dalla Model 3, aumentando contestualmente il contenuto di nichel, e che le sue ultime batterie richiedo meno cobalto rispetto ai prodotti analoghi degli altri produttori. In una conference call con gli analisti, Musk ha affermato: “Pensiamo di poter ridurre la quantità di cobalto praticamente a zero.”

Tesla ha lavorato per ridurre la sua dipendenza dal cobalto “letteralmente per diversi anni e questo è stato estremamente utile a diminuire il costo complessivo per kilowattora, specialmente in seguito alle recenti variazioni di prezzo di certe materie prime,” ha confermato il CTO dell’azienda, JB Straubel.

Nella sua lettera agli azionisti Tesla sostiene che le celle delle sue batterie offrono la più elevata densità di energia oggi disponibile sul mercato. “Abbiamo raggiunto questo risultato riducendo significativamente il contenuto di cobalto in ciascun pacco batterie e contemporaneamente aumentando la quantità di nichel pur mantenendo una stabilità termica di livello superiore.”

 

Fonte Bloomberg

Tesla Motors Patents Are Now Open Source

Today I introduce you to a very interesting blog published by Tesla Motors, the most advanced electric vehicles manufacturer in the world. Yesterday, Tesla’s CEO Elon Musk, with an unprecedent move, unlocked all his cars’ patents and moved them to the open source world.

I Brevetti di Tesla Motors Diventano Open Source

Oggi vi presento un’interessante blog pubblicato sul sito di Tesla Motors, l’azienda di automobili elettriche più all’avanguardia nel mondo. Ieri, l’amministratore delegato di Tesla Elon Musk, con una mossa a sorpresa, ha reso open source tutti i brevetti delle sue automobili.

Per chi non ha dimestichezza con l’Inglese, può leggere l’articolo pubblicato su Repubblica che ne parla.