L’autonomia delle auto elettriche: come valutarla seriamente

Articolo a cura di Flavio Odorici – Responsabile Progetto Elettronico iaiaGi S.R.L. Le auto a combustione ed elettriche sono molto diverse. Le sensazioni di guida cambiano radicalmente. E anche le abitudini e le precauzioni da tenere.
Qui parliamo di autonomia, non solo perché è un argomento importante per evitare seccature, ma sopratutto perché è la fonte di ansia maggiore per chi passa all’elettrico. Non a caso gli psicologi hanno coniato il nuovo termine “Range anxiety”, ovvero Ansia da Autonomia. Come sempre, per dominare un fenomeno occorre prima capirlo. Vediamo di farlo. La capacità energetica di una batteria si misura in Wattora o in Kilowattora (1 Kwh = 1000 Wh). Il consumo dell’auto si misura in wattora al chilometro (Wh/Km). Questo consumo comprende l’energia che serve per vincere gli attriti con la strada e con l’aria, compensare le perdite interne della meccanica e della elettronica dell’auto, e alimentare le funzioni accessorie (climatizzatore, fari, servosterzo, servofreno ecc.). Ad oggi, per auto del segmento B e per un uso tranquillo, possiamo dire che sono necessari in media 150 wattora al chilometro su strade standard. Da varie prove giornalistiche, si ha la conferma. Ad esempio, la piccola Renault Zoe consuma una media di 130 Wh/Km su vari percorsi. La media della Tesla Model3 Performance è di 150 Wh/Km in media su autostrada e misto, fino a 120 Km/h. Prima deduzione, quindi: Una Supercar elettrica consuma poco di più di una normale segmento B. E probabilmente solo perché la superficie frontale è maggiore. Per capirci, la Model3 di cui si parla arriva a 261 Km/h e accelera da zero a 100 in 3,4 secondi. Da qui la domanda: se non è la potenza a stabilire il consumo di un’auto, allora cos’è? La risposta è molto semplice e secca: lo stile di guida del conducente. La potenza necessaria a vincere l’attrito con l’aria (perdite aerodinamiche) è il fattore più importante e dipende dal cubo della velocità, valendo al formula:                                       P = ½ * da * V³ * S * Cx dove P è la potenza, da è la densità dell’aria, V è la velocità, S è la superficie frontale del veicolo e Cx è il coefficiente aerodinamico. Una velocità doppia richiede una potenza 8 volte superiore. Questo vale naturalmente per tutti i veicoli. Ma un benzina (80% di perdite) o un diesel (70% di perdite), insieme alla scarsa precisione dell’indicatore del carburante, mascherano molto l’effetto negativo della velocità. Di contro un veicolo elettrico, che ha una perdita energetica globale di circa il 15%, e un misuratore di energia molto preciso, esalta l’effetto. Ecco perché il veicolo elettrico, come nessun’altro, premia una guida fluida e le velocità moderate.