Il mito della penuria delle colonnine di ricarica

Articolo a cura di Flavio Odorici – Responsabile Progetto Elettronico iaiaGi S.R.L.

In questo numero inauguriamo una serie di articoli dedicati ai miti, più o meno grandi, che popolano la narrativa dei giornalisti sull’argomento auto elettriche. Il primo che affrontiamo è il seguente:

“La diffusione delle auto elettriche non potrà avvenire finché le colonnine di ricarica non saranno disponibili capillarmente sul territorio.”

Il concetto deriva dall’osservazione di quello che è avvenuto nella storia dei veicoli a scoppio ma, come vedremo, non vale per la mobilità elettrica.

Infatti, per la prima volta, è possibile rifornire il veicolo a casa propria, durante la notte.

Iniziamo la verifica di questa affermazione dalla disponibilità dei punti di ricarica.

Chi dispone di un garage o un box auto singolo non ha problemi. In entrambi i casi è opportuna una verifica da parte del proprio elettricista di fiducia che monterà la presa (o un box di ricarica) e stabilirà se è opportuno variare il contratto di fornitura.

Nel caso di posti auto in garage collettivi o in spazi aperti di pertinenza del condominio, si dovrà procedere al necessario aggiornamento dell’impianto elettrico, con l’installazione di punti di ricarica dotati di scheda elettronica di accesso. In questi giorni molti conoscenti ci hanno riferito che questo argomento è in fase di grande discussione, il problema non è affatto ignorato. E comunque è risolvibile.

Per chi parcheggia su suolo pubblico è ovvio che ci sono maggiori problemi.

Problemi che potrebbero essere grandemente mitigati se le amministrazioni locali prescrivessero ai proprietari degli edifici l’installazione di punti di ricarica all’esterno, pagati da un contributo versato da coloro che non dispongono di un punto di ricarica a casa propria, e collegati alla rete di distribuzione pubblica. Anche in questo caso l’accesso tramite schede elettroniche o dispositivi di riconoscimento RFID permettono la corretta fatturazione.

Una possibilità in più è data dalla ricarica fatta da normali prese industriali blu o rosse nei posti di lavoro.

Vediamo ora cosa si può ottenere da un contratto di fornitura elettrica domestica.

La maggioranza di questi contratti prevede 3 kW nominali, con una disponibilità di potenza di 3,3 kW. È possibile aggiornare questi contratti per avere una disponibilità di potenza di 6,6 kW, a fronte di qualche euro in più in bolletta. Chi scrive lo ha fatto anni fa e non si è mai pentito.

Notate che queste potenze sono garantite per contratto, 24 ore al giorno.

Calcoliamo un tempo a disposizione di 8 ore, anche se spesso l’auto staziona in garage molto di più.

L’energia che si può caricare nei due casi, tenendo un piccolo margine per lampade, frigorifero e termosifoni, è di 3×8=24 kWh oppure 6×8=48 kWh.

Considerando il solito consumo specifico su percorsi misti di 150 Wh/Km, si possono percorrere 160 Km al giorno nel primo caso, 320 Km nel secondo.

Se non si fa autostrada, ma percorsi misti urbani, il consumo è minore. Per confronto, vi diremo che le Smart da noi convertite 15 anni fa e tuttora in uso, nonostante il peso di 1000 kg e l’aerodinamica pessima, ad una velocità media di 70 Km/h consumano in media 80 Wh/Km.

Il Portale dell’Automobilista del Ministero dei Trasporti riporta che in Ottobre 2019 la percorrenza media degli italiani è stata di 9560 Km annui, in calo del 12% negli ultimi 12 mesi. Nel caso di uso 5 giorni su 7, si percorrono 37 Km al giorno. Se 7 su 7, sono 26 Km.

Perfino in America l’NHTS (National Household Travel Survey) attesta che il 95% dei trasferimenti non supera i 200 km di percorrenza. A maggior ragione in Europa, e in particolare in Italia.

La conclusione è che la ricarica notturna permette tranquillamente gli spostamenti quotidiani.

E le colonnine di ricarica rapida? Solo nel caso di rari, lunghi spostamenti. Anche perché, facendo il pieno dalla vostra presa privata, spendete circa 0,21 € al kWh, mentre dalle colonnine si va da 0,4 a 0,5 € al kWh, a parte alcuni contratti con pagamento anticipato, che limano qualche centesimo.

Buona riflessione.