Il retrofit è una risposta concreta all’emergenza climatica

Articolo a cura di Alberto Trentadue

Una volta accettata la realtà del progressivo innalzamento della temperatura media della superficie terrestre, a causa della massiccia produzione antropica di anidride carbonica (CO2) e altri cosiddetti gas-serra, e degli effetti che tale innalzamento può avere sulla vita del Pianeta se non contrastato a dovere, il passo successivo, da parte di ciascuno di noi e di coloro che hanno la responsabilità di governare i processi umani, dovrebbe essere quello di intraprendere subito azioni correttive urgenti, dando priorità a quelle più efficaci.
Le cose da cambiare, sotto questo aspetto, sono davvero tante e non ci sarebbe spazio in questo articolo per considerarle tutte.

Noi di iaiaGi, fin dalle prime riflessioni che hanno guidato il progetto, abbiamo puntato sulla mobilità automobilistica. Tale priorità è stata recentemente confermata dal rapporto di GreenPeace “Crashing the Climate” (https://www.greenpeace.de/sites/www.greenpeace.de/files/publications/gp_cleanairnow_carindustryreport_full_v5_0919_72ppi_0.pdf) dove viene dimostrato a chiare lettere e numeri come il settore industriale delle automobili stia contribuendo pesantemente al peggioramento delle condizioni climatiche del Pianeta.

Con il tempo, abbiamo studiato a fondo la relazione tra il ciclo di vita degli autoveicoli ed il cambiamento climatico e siamo arrivati alla conclusione che la pratica del retrofit elettrico (cioè quella di convertire veicoli a motore termico in veicoli completamente elettrici) sia uno strumento formidabile per contribuire ad indirizzare il problema.

Vediamo le ragioni principali.

1- Facilitare la transizione elettrica: L’applicazione del retrofit elettrico su vasta scala avrebbe l’effetto di accelerare la transizione verso la mobilità elettrica e la conseguente riduzione di emissioni. Il costo delle auto elettriche sarà ancora per molto tempo fuori della portata dei consumatori medi, e questo non fa altro che ritardare una transizione ormai urgentissima. Il retrofit su scala industriale concorrerebbe a creare economie di scala che ridurrebbero in breve tempo i costi dei veicoli elettrici.

2- Riduzione della rottamazione dei veicoli: la rottamazione di un veicolo usato comporta l’uso (e quindi la produzione) di energia necessaria al processo di demolizione e di riciclo (quando effettuato) delle parti riutilizzabili e lo smaltimento delle parti non riciclabili. Entrambi questi processi, in particolar modo il secondo, producono grandi quantità di gas serra. Se la pratica della rottamazione diventa uno strumento commerciale per permettere la vendita di veicoli nuovi, è chiaro che la percentuale di veicoli ancora efficienti rottamati sale progressivamente, aumentando quindi il contributo in termini di emissioni. L’introduzione di un processo di retrofit elettrico diffuso sarebbe l’alternativa per annullare questo tipo di emissioni.

3- Riduzione della produzione di veicoli nuovi: questo effetto è conseguenza diretta del precedente. È evidente che, in un’ottica tradizionale (e quindi inadeguata) di economia lineare, questa conseguenza del retrofit sia recepita con grande ostilità e rigettata con forza dai grandi dell’industria automobilistica. D’altra parte però dovrebbe essere ragionevolmente inaccettabile un sistema che funziona solo se c’è crescita economica e conseguente consumo di risorse. Produrre un’auto nuova per sostituirne un’altra ancora utilizzabile è chiaramente un danno ambientale, come energia prodotta e CO2 immessa. Il retrofit elettrico eviterebbe entrambi.

4- Riprogettazione circolare: Il retrofit elettrico è una gigantesca opportunità di ripensare l’ecosistema del settore automotive. L’attivazione di circuiti di prolungamento della vita dei veicoli e di massimo riuso delle parti non più impiegate dalle auto, permetterebbe la progressiva ristrutturazione della filiera automobilistica in un sistema di economia circolare. La creazione di nuove relazioni tra produttori e consumatori attraverso lo scambio di materie prime-seconde avvierebbe una nuova fase industriale senza precedenti. Le conseguenze positive sulla produzione di gas serra sarebbero davvero importanti.

5- Immediata disponibilità: Avviare un sistema del retrofit decentralizzato, attraverso la diffusione aperta di conoscenza e la disponibilità di kit di conversione di facile applicazione richiederebbe tempi estremamente brevi e sicuramente non confrontabili con quelli necessari alla grande industria automobilistica per una completa riconversione. In questo, l’industrializzazione di un kit di conversione permetterebbe di avviare agilmente l’economia del retrofit ed avere subito benefici in termini di riduzione di gas serra.

La soluzione del retrofit, come lo abbiamo sviluppato in iaiaGi, è un’arma che vorremmo mettere nelle mani di una nuova industria virtuosa che persegue obiettivi di bene comune e sostenibilità. Vorremmo che una tale volontà arrivasse prima che si superi quella soglia oltre la quale per il clima del Pianeta non ci sarà più nulla da fare.